Scanderebech: Conferenza stampa Marcia Pacifica su Mirafiori

LA MARCIA PACIFICA SU MIRAFIORI

Si è tenuta oggi presso il Municipio di Torino la conferenza stampa di
presentazione della Marcia Pacifica su Mirafiori che si terrà sabato 13
ottobre ore 9.45 con ritrovo in Corso Monte Lungo angolo Corso IV Novembre,
Torino. La marcia proseguirà sempre dritto per tutto Corso IV Novembre
direzione Corso Giovanni Agnelli per finire davanti ai cancelli Fiat
Mirafiori (Corso Agnelli angolo Corso Traiano) circa alle ore 11.

Dichiara l’Onorevole Deodato Scanderebech: “Il 13 ottobre vogliamo
dimostrare, con la nostra iniziativa della marcia su Mirafiori, che l’orgoglio
dei cittadini italiani e torinesi non ha colore politico, ma soltanto voglia
di affermare che non tutto è perduto e che la più grande fabbrica
automobilistica d’Italia, onore e vanto del nostro paese e della nostra
città, non è sola. Riconosciamo che come cittadini e paese molto abbiamo
avuto da questa fabbrica, la FIAT, ma molto abbiamo dato per il suo costante
sviluppo e per la sua crescita, non soltanto in termini di impegno
personale, fatiche ed entusiasmo ma anche in termini di contributo economico
come comunità. Non, dimentichiamo gli incentivi, le campagne di
rottamazione, la cassa integrazione ordinaria ed in deroga concessa alla
FIAT ed alla famiglia che l’ha creata e l’ha gestita, nel nome di un popolo
italiano che fiero di questa fabbrica ha accettato tutto pur di farla
sopravvivere. Ma ora è giunto il nostro momento, la FIAT è anche nostra,
vuoi per cultura, orgoglio e tradizione ed anche con noi cittadini si dovrà
fare i conti nel momento delle decisioni. Siamo orgogliosi della FIAT e ne
rivendichiamo la centralità nella nostra città, questo è il nostro
obiettivo, la FIAT non si muove da Torino e il suo management si deve
confrontare con la “città tutta” per definire il suo rilancio”.

Scanderebech in una nota elenca anche 7 motivi per partecipare alla marcia
su Mirafiori:

1- La Marcia su Mirafiori deve diventare il simbolo della difesa del lavoro
e della dignità di tutti i lavoratori italiani. Lo scopo è di attirare
l’attenzione dell’opinione pubblica, della politica, dei sindacati e tutte
le forze sociali sui problemi occupazionali e sulla garanzia di un lavoro
dignitoso e sicuro, nonché sulle promesse fatte dalla Fiat per garantire gli
investimenti produttivi.

2- La Fiat ha chiesto ai lavoratori sacrifici e rinunce dei diritti
acquisiti garantendo investimenti ed occupazione. Ora i cittadini chiedono
alla Fiat, e simbolicamente a tutte le aziende, il rispetto che meritano. La
Marcia su Mirafiori é stata organizzata per dare voce ai lavoratori e per
chiedere alle aziende di rispettare gli impegni presi ed investire per la
ripresa economica e la creazione di nuovi posti di lavoro.

3- Se la Fiat è oggi una grande multinazionale lo si deve anche all’impegno
di tante persone che non hanno mai fatto mancare il loro appoggio dall’altro
lato anche la Fiat ha dato molto a questa città e a questo paese e quindi
oggi è triste constatare che in nome del profitto, oltre un secolo di
collaborazione vengono dimenticati e quando è così facile cancellare le
proprie radici diventa assai facile poi vanificare quei rapporti che hanno
legato Torino ed il Piemonte alla Fiat. Questa è una perdita significativa e
ci sono dei valori che non possono e non devono mai essere messi in vendita.

4- Non possiamo non essere presenti e testimoniare il disagio di tutta una
città di fronte al progressivo disimpegno della Fiat nei confronti di
Torino. Nel nome del profitto e rinnegando le proprie radici, Fiat sta
cancellando una memoria di collaborazione, appoggio ed impegno che ha visto
tutti i torinesi vicini a questa grande industria. Le marce per il lavoro
sono sempre state appannaggio esclusivo delle rappresentanze sindacali e
quindi la nostra presenza sembra atipica, quasi estranea.

5-La Marcia su Mirafiori vuole richiamare le coscienze di tutti. Imprese e
lavoratori hanno il dovere di cercare insieme un modello di sviluppo
compatibile che salvaguardi i diritti dei lavoratori e consenta il profitto
d’impresa. Allo stato e alla politica spettano il compito di guidare questi
accordi e renderli trasparenti e attuabili.

6-Delocalizzare ovvero fuggire verso paesi dove il costo del lavoro è più
basso è una soluzione provvisoria e temporanea: molto di più avremmo
apprezzato delle proposte concrete da parte della Fiat per continuare a
produrre là dove la Fiat è nata. Da questa marcia nasce dunque la richiesta
chiara di un nuovo confronto affinché altre soluzioni vengano esplorate e
soprattutto affinché Torino non venga cancellata dalla geografia
automobilistica del mondo.

7-La marcia serve a sollecitare la Fiat ad investire in sviluppo e
progettazione al fine di creare nuovi modelli concorrenziali e di successo
per aumentare le vendite e salvaguardare l’occupazione in Italia. Dobbiamo
quindi tenere alta l’attenzione sul sistema Piemonte perché la Fiat deve
rispettare gli impegni presi, solo con i riflettori accesi su Mirafiori non
abbandoneremo questo territorio che da sempre ha offerto lavoro a tutta la
nostra penisola.

Conclude Scanderebech: “Alla conferenzastampa odierna ha partecipato anche
l’Onorevole Daniele Galli, parte della dirigenzadi FLI e tutto il Comitato
apolitico di liberi cittadini che si sono autonomamente costituiti per
diffonedere la marcia, a dimostrazione che la difesa del lavoro non ha
colore politico”.

Comitato per la Marcia su Mirafiori,

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